SCUOLA CARRACCI – BOLOGNA

  1. INSERIMENTO URBANISTICO E PAESAGGISTICO

Un nuovo approdo. La pendice della collina scende verso il Giardino Dotti accogliendo la nuova scuola. La componente naturalistica e quella urbana si sovrappongono, si abbracciano. Il nuovo edificio si appoggia al terreno, ne segue l’andamento morfologico come è caratteristica dello sviluppo urbano della “città della collina”. Ma la compenetra, si pone come un affaccioverso questa, rendendo accessibile ai bambini il suo bosco. La sua copertura diviene una radura nel bosco, un luogo di gioco, divertimento, di sperimentazione. Sospeso al di sopra del terreno è posto un emiciclo. Un loggiato rivolto verso il Portico di San Luca, il Santuario e Villa Spada. Da lassù si respira bellezza antica, dando la possibilità all’emozione di giungere come una sorpresa.

“L’occhio compie il prodigio di aprire all’anima ciò che non è anima: il gaio dominio delle cose, e il loro dio, il sole”.

M.Merleau Ponty

L’area di accesso alla scuola è di ampio respiro in continuità con il Giardino Dotti. Il percorso pedonale esistente non separa i due ambiti, ma li ricuce. Uno spazio pronto ad accogliere, quasi poroso, che ospita un portico lineare, una zona protetta, definizione di una direzionalità e del punto di accesso. Questo è il luogo di incontro tra l’individuo e la comunità.

La collina, ora luogo recintato, qui si apre all’infanzia.

  1. QUALITÀ ARCHITETTONICA

“L’emozione è un dono che giunge di sorpresa, un enunciato mitico più che una proprietà umana. Essa annuncia un movimento nell’anima, è l’enunciazione del processo in atto in un mito che noi possiamo percepire nelle immagini fantastiche che accompagnano l’emozione.” James Hillman

Contro i “non luoghi” abbiamo pensato una scuola che possa emozionare. Una scuola in cui i bambini riconoscano uno spazio familiare, ma che soprattutto rappresenti un luogo di esplorazione. A partire dal propileo d’ingresso, con una copertura a cassettoni, rossa, uno spazio materico, mutevole nella luce e nei colori, sui cui setti sono scritte filastrocche e brani di testo. Questa pensilina rossa, filtro tra spazio aperto e chiuso, tra natura e architettura, accoglie bambini e ragazzi accompagnandoli all’atrio della scuola mentre sfilano al loro fianco l’edificio della palestra ipogea e l’agorà. Gli studenti entrando troveranno sulla destra l’aula interclasse della scuola primaria che è un vulcano rosso innestato nel volume principale ed a sinistra il grande patio che ospita le alberature da tutelare. I volumi al piano terra, da un lato si affacciano sul Giardino Dotti, dall’altro hanno un fronte contro terra. Presentano un carattere introverso, una forte corporeità con prevalenza di pieni.

Gli ambienti che li compongono si affacciano sul patio centrale che, coperto in parte dalla sagoma dell’emiciclo sospeso, diviene lo spazio informale protetto. Il patio si pone, grazie alla trasparenza dei fronti, in continuità visiva e spaziale con gli ambienti interni.

Al piano superiore, accompagnando visivamente la sinuosità della collina, l’esedra sospesa delle aule della scuola secondaria raccorda i volumi sottostanti e si inserisce all’interno del paesaggio come un elemento vibrante e luminoso, quasi una lanterna nell’oscurità del bosco. La facciata dell’emiciclo reinterpreta il tema del portico di San Luca grazie alla copertura curva e gli elementi verticali di un loggiato che offre agli studenti uno spazio all’aria aperta ed un luogo protetto, affaccio sul panorama. È forte la volontà di dialogo con il paesaggio naturale e urbano circostante.

Tra i volumi al piano terra e l’esedra si interpone uno spazio aperto, un terrazzo accessibile da due corpi scala su cui il declivio della collina si appoggia. In parte pavimentato, in parte con copertura a verde, offre ai ragazzi una ulteriore opportunità di condivisione, esplorazione ed osservazione. Luogo di stupore. Immaginiamo percorsi nel bosco, orti didattici, aree per la sperimentazione e la manipolazione, oltre che il gioco.

“Si guarda indietro apprezzando gli insegnanti brillanti, ma la gratitudine va a coloro che hanno toccato la nostra sensibilità umana. Il programma di studi è materia prima così tanto necessaria, ma il calore è l’elemento vitale per la pianta che cresce e per l’anima del bambino.” 

Carl Gustav Jung

Immaginiamo una scuola che lavori sugli aspetti sensoriali. Sovrapposizione e interazione tra colori, forme, trasparenze, opacità, materiali artificiali o naturali, interattività. Un luogo flessibile, ma riconoscibile. Un unico ingresso presidiato dà accesso ad entrambe le scuole, primaria e secondaria.

SCUOLA PRIMARIA

La primaria si sviluppa esclusivamente al piano terra con un primo spazio collettivo, informale e di esplorazione che guarda verso il Giardino Dotti, e una seconda parte ospitante lo spazio individuale e di gruppo, cinque aule, con affaccio e uscita sul patio interno. Il patio si offre come estensione dell’aula e come spazio protetto per i momenti di ricreazione. L’aula interclasse, elemento conico rosso con lucernario a soffitto, rompe la linearità dello spazio collettivo inglobandolo al suo interno. Lo spazio antistante le aule, connesso visivamente con queste tramite vetrate interne, diviene uno spazio polifunzionale nel quale arredo mobile e armadietti/librerie basse offrono ai bambini la possibilità di sfogliare libri o fare lavori di manipolazione in autonomia. Le aule che si compongono di ambienti rettangolari posti in sequenza, separati in parte da setti, in parte da arredo mobile, possono essere accorpate tra di loro. La compresenza di porzioni murarie opache, vetrate interne, vetrate esterne e pareti mobili rendono le aule un ambiente vario e adattabile alle varie esigenze della didattica.

SCUOLA SECONDARIA

In asse con il propileo d’ingresso si trova la risalita verso l’emiciclo sospeso, corpo ospitante le aule della scuola secondaria e il laboratorio musicale posto alla quota +9.30 m. Una sequenza di aule si alternano a spazi informali e individuali più ampi e una passeggiata interna che affianca il loggiato esterno da la possibilità ai ragazzi di poter osservare ciò che li circonda.

“Vedere è già di per sé un atto creativo.” 

Henri-Emile Matisse

“Ciò che si vede dipende da come si guarda. Poiché l’osservarenon è solo un ricevere, uno svelare, ma al tempo stesso un atto creativo.” 
Søren Kierkegaard

Nella parte posteriore del volume sospeso sono presenti due appendici, due passerelle che si collegano al sottostante terrazzo e al declivio della collina, utilizzabili come uscite di sicurezza in caso di emergenza. Un secondo corpo scala interno permette di raggiungere il terrazzo esterno, alla quota +4.80 m, i laboratori che si affacciano sul patio interno al piano terra e la biblioteca.

SPAZI COMUNI

L’intera comunità scolastica ha a disposizione una mensa, l’agorà e la palestra. Alla sinistra dell’atrio d’ingresso, lungo il percorso che costeggia il patio interno, è posizionato il corpo mensa composto da un’area aperta attrezzata, utilizzabile durante tutto l’arco della giornata, ed i relativi servizi (con accesso esterno per il carico e scarico). Lo stesso percorso conduce all’Agorà, intesa come una zona che si sviluppa su gradoni, ambito sì centrale, ma che mantiene una propria autonomia spaziale. Segue la palestra, una struttura che si presta anche ad utilizzo extrascolastico. Internamente è accessibile tramite due porte poste in adiacenza all’area posteriore dell’agorà, esternamente è fornito di un ingresso porticato indipendente, totalmente autonomo rispetto al plesso scolastico. Questa si sviluppa su due livelli, una tribuna al piano terra che si affaccia sul campo da gioco regolamentare con spogliatoi posto alla quota -4.00m. È prevista una zona da utilizzare per gli eventuali uffici amministrativi che presenta una serie di lucernari apribili per l’illuminazione e l’areazione naturale. I locali tecnici, posti di fianco alla palestra, sono accessibili dall’esterno.

 

 

 

 

 

SCUOLA CARRACCI - BOLOGNA

Con Ing.Pietro Faraone

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